ha deciso una sentenza storica (come dicono su gay.tv)abolendo il divieto ai matrimoni gay !!! Quindi sarà uno degli eventuali stati dove vivrò da "grande",anzi...diciamo pensionata.
la Raznovich conduce un nuovo talk "Proviamo a raccontare i diversi registri di una società multitasking"
SIAMO tutti multitasking. Quello che facciamo durante il giorno, quante volte saltiamo da un registro all'altro. Una vita e una società multitasking. Il tentativo è: provare a raccontarle, la vita e la società, passando da un ritmo all'altro. Non per caso il programma si chiama Tatami: il pavimento giapponese utilizzato per la cerimonia del tè, ma anche per dormire. O per esercitarsi nelle arti marziali. Multitasking, pure lui. A raccogliere la sfida c'è Camila Raznovich. Una che di sfide ne sa, a partire dalla sua vita. Leggete Lo rifarei, il libro che ha pubblicato nel 2006 con Baldini&Castoldi, in cui racconta la sua infanzia in un ashram indiano, e vi farete un'idea. Poi Loveline, talk su sesso e dintorni, e Drugline, cioè droghe, tutto su Mtv. Di cui è volto storico da dieci anni. Ora, rieccola su RaiTre. Dopo Amore criminale - sei puntate e altrettanti episodi di cronaca nera, donne vittime e uomini carnefici - torna con Tatami, da domenica 4 maggio alle 23.40, dov'era Parla con me di Serena Dandini. Un talk "che mette le persone al centro dell'attenzione - spiega - le loro storie, quello che hanno da dire". Tre parti: il confronto su un tema, l'incontro con un personaggio, il racconto di chi ha fatto scelte estreme per affermare le proprie idee. E un'attenzione particolare alla cronaca.
Camila, nella prima puntata, fra l'altro, si parla di omogenitorialità, la possibilità per i gay di diventare genitori. Con Imma Battaglia, di Di' Gay Project, e Luca Barbareschi, neoeletto del Pdl. Un bel confronto su un tema complesso...
"E' la caratteristica del programma: scegliere uno statement di argomenti tosti e scomodi. Ed è anche una sfida per una Rete generalista. Io sono abituata, dopo le esperienze a Mtv e La7. Ma da parte di RaiTre è un segnale di apertura e libertà. E di fiducia nei miei confronti, che spero di non deludere".
quanti anni sono passati??? insomma sono nata nel'85 ora ho 22 anni, a quei tempi avevo 13 anni, quindi sì 9 anni fà. Il mio coming out forzato avvenne all'età di 12 anni. Ci volle un anno perchè i miei si convicessero che forse il medico di famiglia potesse dar qualche consiglio per curare la figlia da questa grave malattia : l'omosessulalità. Il paese è piccolo, la gente mormora e loro ormai tenevano da quasi un anno questo segreto custodito. Purtroppo in 12 mesi non affiorò nessuno spiraglio di guarigione da parte mia, così mamma e papà svelarono tutto al medico: "dottore, nostra figlia dice di essere lesbica, potrebbe consigliarci uno psicologo?". Che fatica pronunciare quella parola per definire la propria figlia e non una terza persona! Iniziai l'estenuante ( più per le finanze dei miei, che per il mio stato d'animo ) terapia dalla psicologa verso i 14 anni. Una delle prime domande fù:"katia, ma tu come ti senti? hai qualche problema del quale vorresti parlarmi?" io sinceramente di problemi non ne avevo, se non un innamoramento segreto e quindi non corrisposto nei confronti di una compagna di scuola. Alla mia risposta la dottoressa reagì in questo modo :"sì lo capisco, ma se non hai altro di cui parlare non hai bisogno di venire qui da me, piuttosto tua madre avrebbe bisogno di una terapia"..a queste parole aggiunse :"ma almeno qualche altra ragazza lesbica la conosci, perchè avrei un paio di amiche da presentarti"
..purtroppo la cura terminò dopo una decina scarsa di sedute passate a guardare il soffito, in assoluto silenzio. Io ero ancora affetta da omosessualità cronica ma dico purtroppo, perchè non mi presentò mai le sue amiche!!!!
Ora godo di ottima salute, l'influenza mi colpisce mediamente una volta l'anno, ho avuto solo la varicella....ah dimenticavo!!!!! Un paio di anni fà una mia amica mi presentò la sua ragazza, il nome mi risultò parecchio familiare: era la figlia del medico!!!!!
Con tutto il rispetto verso la malattia del ragazzo, una sola considerazione; Se sei mignotta non è perchè sei gay, è perchè sei mignotta. Se ti scopi sto mondo e quell' altro non è perchè sei gay, è perchè sei mignotta. Se sublimi nel sesso carenze d' altro tipo non è perchè sei gay, è perchè sei mignotta